manipolazione chemioterapici antiblastici

manipolazione chemioterapici antiblastici

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Manipolazione Chemioterapici Antiblastici

La manipolazione di chemioterapici antiblastici può avere effetti gravi se eseguita in assenza di norme comportamentali di proevenzione. Tra gli effetti più evidenti vi è la irritazione da contatto a livello di cute e mucose, tossicologia locale (flebiti, in caso di stravaso e contatto diretto) e effetti sistemici in caso di assorbimento.
Durante la manipolazione di chemioterapici antiblastici, é opportuno seguire un comportamento adeguato, come se si dovesse entrare a contatto con sostanze ritenute cancerogene e dunque seguire tutte le indicazioni del Decreto 626/94 per quanto riguarda il Titolo sul rischio cancerogeno.
Sono stati segnalati effetti genotossici nei lavoratori professionalmente esposti e sono stati dimostrati effetti sulla gravidanza e sulla riproduzione: aumento dell'abortività, di gravidanze extrauterine e di malformazioni congenite.
Non essendo ancora scientificamente documentato il passaggio di queste sostanze citotossiche nel latte materno, è opportuno non adibire alla manipolazione di chemioterapici antiblastici né le donne in gravidanza, né le lavoratrici in allattamento.
Per quanto riguarda i lavoratori professionalmente esposti dobbiamo considerare i farmaci chemioterapici come sostanze potenzialmente pericolose per il rischio di inalazione, di contatto cutaneo e per azione genotossica; occorre pertanto utilizzare sistematicamente i mezzi di protezione ambientale ed individuale adeguati. In particolare la preparazione di questi farmaci va eseguita esclusivamente nelle "Unità di Manipolazione di Chemioterapici Antiblastici" in accordo con l'art. 3 comma 1 lettera b e art. 64 del D.L.gs 626/94 (un'area centralizzata, isolata, segnalata e protetta);
vietare l'accesso nella zona di manipolazione di chemioterapici antiblastici al personale non autorizzato, non formato e senza DPI; tenere a disposizione le schede tossicologiche di ogni farmaco; non usare cosmetici nelle zone di lavoro che, se contaminati, possono continuare a essere fonte di esposizione prolungata; non mangiare, bere, masticare chewingum nelle aree di manipolazione di chemioterapici antiblastici, di preparazione o di somministrazione di antiblastici; indossare abiti idonei nelle aree di lavoro.
Eurospital ha messo a punto un sistema per rendere sicura la manipolazione di chemioterapici antiblastici, venduto sul mercato con il nome di Securmix. Securmix semplifica la manipolazione di farmaci antiblastici rendendola sicura per l'operatore, grazie all’equalizzatore di pressione, evita la formazione di aerosol e il contatto con il farmaco. Sicuro per il paziente: mantiene la sterilità del farmaco ricostituito; collega contemporaneamente la soluzione i.v., il farmaco da ricostituire e la siringa formando un sistema chiuso. Consente di trasferire volumi precisi di liquido dalla soluzione i.v. al farmaco e viceversa senza staccare la siringa.
Securmix è disponibile in due versioni, entrambe dotate di filtro idrofobico da 0,22 micron: flaconi e sacche
Per maggiori informazioni sulla manipolazione di chemioterapici antiblastici consultate le pagine interne del nostro sito.     continua >>